Il mio primo contatto con la Medicina Esogetica? Un puro caso!

Conseguenze dello stress

Un continuo stress non solo riduce in modo diretto e immediato la qualità della vita, ma ha anche notevoli conseguenze successive. Se quindi ci preoccupiamo dello stress permanente, è conveniente prestare attenzione alle immediate reazioni organiche allo stress ed anche a quelle indirette nonché alle conseguenze successive. Siccome originariamente, quindi nella storia dell’umanità, lo stress era suscitato per lo più da minacce fisiche, il nostro corpo ha creato un programma di reazione allo stress che nelle situazioni stressanti gli procura energie che lo aiutano a fuggire o a combattere. Questo programma antichissimo e molto efficace è in corso ancor oggi quando viviamo momenti di stress. Purtroppo è completamente inadatto per le situazioni stressanti dovute ad esami o conflitti in quanto queste situazioni non si superano né con la fuga né con la lotta. La conseguenza è che le energie che vengono messe a disposizione dal corpo non vengono consumate e pertanto devono essere “metabolizzate” per mezzo di altre attività, ad esempio attraverso lo sport fatto regolarmente.

Se questo non avviene si instaura allora una cascata di autoaggressioni. Le ripercussioni dello stress e la loro “mancata rielaborazione” creano una catena causale, la cui rielaborazione è uno dei punti chiave della Medicina Esogetica. Come oggi sappiamo tutti, noi esseri umani abbiamo un secondo cervello nell’intestino, che invia più impulsi al cervello cefalico di quanti ne riceva da quest’ultimo. Le funzioni di questo “sistema nervoso enterico” sono immensamente più autonome rispetto a quelle del cervello cefalico. In presenza di una pressione sul plesso solare causata da un continuo stress, nello stomaco si produce un eccesso di acidi che con il passare del tempo altera l’ambiente dell’intestino tenue e di quello crasso. Nell’intestino vi sono il 70% delle cellule immunoattive che sono autonome dal cervello cefalico. Ciò significa che le continue variazioni emotive causate dal “distress” portano necessariamente all’indebolimento del sistema immunitario. In modo particolare sono proprio i disturbi del ritmo del sonno che a lungo andare precludono la rigenerazione del corpo e delle cellule nervose.

Riassumendo, noi consideriamo il continuo stress come uno stato pericoloso dell’eccesso di energia la cui conseguenza è l’indebolimento dell’immunocompetenza, che nella sua ulteriore evoluzione porta alla creazione di tipiche catene sintomatiche che possono essere accompagnate ad esempio da pressione alta, infarto cerebrale, dolori alla testa e alla schiena, problemi gastrointestinali, diabete, tinnito, impotenza etc.

Cosa può fare la Medicina Esogetica contro le conseguenze dello stress? Un tema centrale a questo proposito è il sonno, soprattutto i sogni e il ritmo del sonno. Da lungo tempo osserviamo che le persone ammalate non si ricordano quasi mai i loro sogni. In considerazione di questo Peter Mandel ha creato la “Terapia del sogno esogetica”, con la quale le persone riescono a ricordare i loro sogni e divengono pertanto più facili da curare. Si rende quindi rispetto e considerazione alla necessità di rigenerazione, si rafforzano le attività del sistema immunitario e la conseguenza è una stabilità psichica e fisica. La Medicina Esogetica è in grado di descrivere più di 150 zone del sogno che si trovano sulla pelle e trattarle con diversi metodi ed apparecchi che ha creato anche per un uso domestico.

Superare il burnout

Superare il burnout – la cromo puntura per aiutare le persone che soffrono della sindrome burnout

“Burnout” è un termine moderno per descrivere un tipo di malattia che è sempre esistita. Un tempo la catena di sintomi che caratterizzano la “sindrome burnout” era chiamata semplicemente “esaurimento nervoso”. Il temine moderno “burnout” venne coniato nel 1974 dallo psicoanalista Herbert Freudenberger. “Burnout” significa “bruciare completamente”, “essere completamente bruciati” e si manifesta particolarmente attraverso il “vuoto interiore”, l’esaurimento e l’abbassamento della capacità prestazionale. Questi, comunque, sono solo sintomi generici che si evidenziano in tutti coloro che soffrono di burnout.

Per lungo tempo si è ritenuto che questa malattia riguardasse principalmente le cosiddette professioni d’aiuto, quindi i medici, i badanti, i preti, gli psicologi, gli insegnanti o le infermiere. Oggi è evidente che tutti i gruppi professionali e tutte le persone sono a rischio. Dal punto di vista medico è difficile classificare l’”essere totalmente bruciati” e anche riassumere in un’unica diagnosi i molteplici sintomi. Sino ad ora non è stato possibile definire questa affezione in modo chiaro, neppure attraverso ricerche scientifiche.

Burnout: sintomi e cause
Quando le persone per molti mesi, o persino anni, lamentano stanchezza cronica o mancanza di energia, gli esami della medicina classica non riescono a trovarne le cause. Anche se successivamente si aggiungono disturbi fisici, come fitte al cuore, cefalea, senso di vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria o anche problemi sessuali, non si riesce a trovare le cause a livello fisico. Per questa ragione la sindrome burnout è classificata e catalogata come malattia di tipo psichico.

La problematica è comunque complessa se si pensa che non può esserci alcuna malattia manifesta a livello fisico nella quale non sia coinvolta la cosiddetta psiche (meglio sarebbe dire: anima). La conoscenza del fatto che nulla cade dal cielo e tutto ciò che esiste evolve, rafforza la tesi che tutto deve svilupparsi dal sottile al pesante.

Se la traduzione di burnout è “essere completamente bruciati”, significa che prima dev’esserci stato un impressionante incendio. Un simile “incendio”, però, genera sempre e in tutti i casi stress. A questo riguardo la maggior parte degli autori sono concordi sul fatto che uno “stress” duraturo è il primo passo che conduce alla sindrome burnout.

Ma quale è lo stress che con il passare del tempo spegne il fuoco? Lo stress in se è senza dubbio salutare quando alla tensione seguono le fasi di rilassamento. Se noi esseri umani vivessimo in questa dinamica, con ogni probabilità ci ammaleremo meno.

Così si sviluppa una sindrome burnout
Osserviamo innanzitutto la sindrome burnout così come viene descritta oggi da psicologi e terapisti che la trattano.

Nella fase iniziale la maggior parte delle persone che ne sono colpite manifestano un accentuato impegno per ambiziosi scopi, ad esempio in ambito professionale. Essi fanno di tutto per essere per così dire indispensabili e facendo ciò rinnegano i loro primari bisogni personali. Anzi, per diventare o essere sempre migliori, la loro smania di avere continuamente di più ha in maniera crescente il sopravvento sulla loro vita privata e quindi sulle necessarie fasi di rilassamento.

Queste persone sono condizionate dalla sensazione di non avere mai tempo. Programmano il giorno successivo nei dettagli già la sera precedente e portano con sé questo pensiero durante la notte. La conseguenza è che non riescono più a dormire in modo ritmico e pertanto al mattino si sentono stanche ed esauste. Ciò che hanno progettato il giorno prima per la loro giornata lavorativa deve comunque essere svolto e quindi la “fiamma brucia” tanto quanto ancora riesce. Il dispendio di energia diviene comunque sempre maggiore quindi nella seconda fase dell’evoluzione segue la necessaria riduzione dell’impiego lavorativo e la fiamma del livello energetico si indebolisce. In questa fase le persone perdono già una gran parte dei loro sentimenti positivi verso i colleghi, gli impiegati, i clienti etc. Ed ora prende spazio il pensiero di non essere riconosciuti a sufficienza o persino di essere sfruttati. La ruota della rovina gira sempre più velocemente.

Alla paura dell’esistenza che sentono ora, come il timore di perdere il posto di lavoro, si aggiungono anche conflitti con il partner o in famiglia. Con il passare del tempo ulteriori evoluzioni del disturbo sono la diminuzione dell’autostima, sensi di colpa e la sensazione di non poter cambiare nulla e di essere indifesi.

Prima che la fiamma si smorzi si nota un’ultima sfiammata che può manifestarsi come impazienza, aggressività, diffidenza, irritabilità, l’essere lunatici. La memoria e la concentrazione si indeboliscono e ora si sviluppa l’incapacità di prendere decisioni.

Successivamente si presentano altri segni di burnout: il sistema difensivo del corpo si indebolisce. Come già detto precedentemente, le persone lamentano un gran numero di disturbi dei quali gli esami medici non riscontrano alcuna causa. Il termine “disturbi psicosomatici” è quello che per lo più caratterizza i referti medici di queste persone. Questi sintomi si manifestano sempre più frequentemente e in modo più intenso – spesso nonostante il variegato trattamento farmacologico al quale le persone si sottopongono per i molteplici disturbi.

Nel passo successivo si arriva – come meglio espresso da Herbert Pruida – all’ “infarto dell’anima”. Ora le persone sono giunte a destinazione, il fuoco è spento, tutto diventa scuro e molto spesso cadono in una profonda depressione.
Sebbene i molteplici complessi di disturbi e l’evoluzione della sindrome burnout siano per lo più simili in tutte le persone, nella Medicina Esogetica si ritiene che la causa sia da osservare in modo individuale. Si parla dell’”essere completamente bruciati”, dell’”infarto dell’anima” e del fatto che la “psiche inconscia” cambia.

Superare il burnout: riconoscere le cause nascoste

A questo punto occorre chiarire se nell’inconscio non esistano ragioni che rendono possibile la strada verso la sindrome del burnout. Uno dei criteri più importanti sembra siano i conflitti passati da tempo. Esperienze fatte con i pazienti dimostrano che: nelle anamnesi si evidenziano spesso conflitti e traumi vissuti prima della fine della pubertà. Da tanto tempo si sa che nel periodo sino alla pubertà hanno luogo dei passaggi evolutivi che si possono collegare a “salti di coscienza”. Dal punto di vista diagnostico è relativamente facile associare correttamente i disturbi delle persone durante questo periodo.

Quasi ogni paziente-burnout ha vissuto in modo consapevole o inconsapevole grossi conflitti a livello sentimentale prima della pubertà.
Si può trattare persino di disturbi prenatali o anomalie durante la gravidanza (trauma della nascita).
Le persone non dimenticano nulla. Tutto viene registrato e annotato e pertanto i traumi e i conflitti si manifestano durante tutta la vita.
I conflitti esistono perché gli uomini possano liberarsene; questo è ciò che riteneva il fisico David Bohm. Questo chiaramente significherebbe che l’uomo ha bisogno di conflitti, per poter evolvere durante il corso della sua vita terrena.
Nelle fasi iniziali le persone colpite dal burnout sono per lo più personalità “spinte”. Cercano all’esterno il loro successo personale, costi quel che costi. Al tempo stesso ignorano le necessità psico-animiche, come ad esempio il rilassamento assolutamente necessario dopo lo stress, la gioia di ciò che si è creato.

6. Quando rimangono i problemi della quotidianità, essi si ingigantiscono, mentre gli approcci risolutivi diminuiscono. Le conseguenze sono sempre pressione all’epigastrio, stanchezza ed esaurimento al mattino.

7. Il burnout può colpire qualsiasi persona. Il numero delle persone già ammalate non rilevate dalle statistiche è molto grande. Molto frequentemente queste persone funzionano in base alla loro volontà, ma di fatto vivono della sostanza. Questo sfocia sempre ed in ogni caso in qualche sintomo e malattia.

8. La profilassi deve diventare con urgenza più intensa. Anche la medicina classica consiglia di fare qualcosa prima di essere costretti a sentire il negativo.

Un modo di vivere pieno di attenzione, una corretta alimentazione, la rinuncia alla nicotina e all’alcol nonché un sufficiente movimento fisico fanno parte dei requisiti fondamentali. Il finess del corpo e delle sue cellule corrisponde all’espressione delle informazioni che provengono dallo spazio inconscio psico-animico.

Anche la miglior profilassi, comunque, non può durare a lungo se le persone trascurano di confrontarsi consapevolmente con i conflitti e i condizionamenti che vengono dal passato. Ciò che le persone hanno vissuto non riescono semplicemente a scioglierlo o cancellarlo. Rimane quindi la possibilità di rimettere in ordine ciò che appare caotico.

Da più di tre decenni la Medicina Esogetica si occupa di possibilità terapeutiche per risolvere i conflitti. Molti eccellenti approcci sono già stati sviluppati ed a questo proposito è nato il concetto di “psicologia non verbale”. Questa impostazione si può descrivere come l’andare a toccare delicatamente i riflessi che nell’inconscio dell’uomo creano la rigidità, i conflitti, i traumi, allo scopo di liberare il contenuto informativo presente all’interno dell’”essere rigido” dei blocchi dell’informazione che invece dovrebbe scorrere.

Quando si parla di prevenzione e profilassi, il punto di partenza di ogni profilassi o trattamento è il mondo interiore di ogni essere umano.
È arrivato il momento di insegnare alle persone come possono liberarsi da soli o l’un l’altro senza psicoanalisi o vasti trattamenti. Da una parte vi è l’inconscio, il nascosto, l’implicito e dall’altra la coscienza dell’io o della veglia che abbraccia i concetti di “svelato” o “esplicito”. Al centro vi è la sorgente dell’informazione che è in relazione con entrambe le altre parti.

Superare il burnout – strade per sostenere le persone colpite dalla sindrome burnout

È evidente che la sindrome burnout deve essere trattata da medici, naturopati e terapisti esperti. Tutti coloro che ne sono colpiti hanno bisogno dell’aiuto di specialisti che sappiano dar loro consigli a livello dello spirito, dell’anima e del corpo e che li accompagnino.

L’atteggiamento dei pazienti è determinante per il successo. Il paziente deve essere pronto ad assumersi la responsabilità di trovare un nuovo stile di vita e soprattutto un nuovo stile di lavoro ed anche di volere questo. Spesso il trattamento del paziente è lungo e complicato e non raramente fallisce per via dell’inconsapevole e ben accentuata impazienza di queste persone. Anche per questa ragione al giorno d’oggi è determinante intraprendere misure preventive prima che si presenti “l’essere completamente bruciati”. A questo scopo la sintomatologia iniziale, che riscontriamo così frequentemente al giorno d’oggi, è quella che ci indica la strada.
Questa è la catena azioni-effetti:

All’inizio si manifestano disturbi del sonno
dai quali deriva una stanchezza cronica
che condiziona la mancanza di energia
risultato: disturbi della concentrazione.

Uno dei più importanti punti di partenza è quindi il sonno e a questo proposito è importante specialmente prestare attenzione al ritmo del sonno. Questo comprende per lo più i sogni notturni dei quali ci si può ricordare. Ogni persona sogna ogni notte da cinque a sette volte, a seconda di quanto a lungo dorme.
Sembra comunque sia importante ricordarsi di almeno uno di questi “film notturni”. Un’esperienza che deriva dalle osservazioni fatte dalla Medicina Esogetica è che le persone ammalate, fisicamente o psichicamente, molto spesso non hanno alcun ricordo dei sogni per un lungo periodo.
Questo fatto ci ha spinti a creare la “terapia dei sogni dell’Esogetica”. Si è visto che le persone che ricominciano a ricordare “le immagini della notte” sono molto più facili da trattare. Al tempo stesso, ricordandosi dei sogni, la persona ha un migliore ritmo del sonno attraverso il quale riesce a rigenerarsi meglio. Soltanto durante il sonno, quando il pensiero, il sentire, l’agire ed i sensi sono quasi completamente smorzati, si rigenerano il corpo e le sue cellule nel sonno profondo (fasi non rem) e il cervello e il sistema nervoso nel sonno con sogni (fasi rem).

Quanto importante sia avere un ritmo del sonno equilibrato è evidente dalla necessità di rigenerazione che è presente in tutto ciò che è vivo. Stanchezza e spossatezza mattutine sono la conseguenza di un ritmo del sonno alterato. Con i metodi della Medicina Esogetica è possibile stimolare i sogni notturni. Sino ad oggi nella Medicina Esogetica si conoscono 150 zone del sogno sulla pelle.

Un terapista esogetico può pertanto sostenere persone affette dalla sindrome burnout in modo soave, riportarle ad una qualità naturale del sonno e in tal modo contribuire alla loro stabilizzazione.

Nei nostri workshop i pazienti interessati apprendono informazioni dettagliate sull’argomento sonno.

Cause delle depressioni dal punto di vista della Medicina Esogetica

Un importante approccio risolutivo quando si accompagnano le persone con disturbi depressivi è di individuare la causa delle depressioni. Purtroppo l’argomento “depressioni” fa ancora parte dei “temi tabù”, soprattutto all’interno delle famiglie. Ciò deriva per lo più anche dal fatto che a livello clinico è difficilissimo diagnosticare l’essenza della depressione.

Caratteristica della depressione
La depressione è una malattia
Nella psicologia la depressione fa parte delle malattie nevrotiche. Sebbene nel termine “depressione” si riscontrino molti tipi di decorso completamente individuali. La sintomatologia di fondo che si riscontra sempre può essere riassunta con i seguenti disturbi principali:

L’umore di fondo è improntato sulla paura o su una forte tristezza.
Il pensiero e la vita sentimentale delle persone depresse sono frenate.
Processi psichici e psicofisici sono disturbati a livello funzionale.
Nella depressione è esistente per lo più il coinvolgimento delle funzioni fisiche. Il battito cardiaco e la pressione diminuiscono. L’appetito non è buono e la digestione è spesso molto faticosa e la respirazione rallentata e difficoltosa. Il sonno non è profondo.
Nella maggior parte dei casi i pazienti sentono un’invincibile apatia: la “bellezza e il fascino della vita” non hanno alcuna importanza per queste persone. Progetti e mete non sono affatto prese in considerazione e quando già presenti, vengono disattese. Disprezzo di sé, senso di inferiorità, auto rimproveri e soprattutto sensi di colpa caratterizzano il quadro della depressione.

Come riferiscono gli psicologi spesso è difficile trovarne le cause. Frequentemente le cause più banali hanno un ruolo nella manifestazione di questa malattia. Una qualche circostanza porta la persona in un’improvvisa malinconia e la cosa è spesso inspiegabile per il terapista o lo psicologo.

Si distinguono tre tipi di depressione:
La depressione endogena. Endogena significa “dall’interno all’esterno”. Nella diagnosi in questi casi si parla di affezioni del metabolismo cerebrale.
La depressione condizionata dal corpo (depressione somatogena). In questi casi si riscontrano malattie fisiche molto gravi come il cancro, stati successivi ad un infarto o malattie dolorose. Il quadro è caratterizzato da “disperazione riguardo a se stessi”: “perché proprio io?”, “perché ho dovuto essere colpito da questo destino?” etc.
La depressione da conflitto psichico (depressione psicogena). Questo è il gruppo che si riscontra più frequentemente e notoriamente il più difficile da diagnosticare. Depressioni scatenate da conflitti psichici devono essere trattate attraverso lo specifico conflitto e così riportate alla normalità.

Volendo descrivere le persone depresse si riscontrano tratti dell’essere che sono identici nei singoli gruppi. Evidente è la ricerca d’amore la quale corrode come una fame d’amore insaziabile che nulla può soddisfare. Le persone depresse dal canto loro non riescono a dare amore. Il cerchio di questo dilemma poi si chiude attraverso la scarsa autostima che ha il paziente (“ama il prossimo tuo come te stesso”).

Causee delle depressioni: le radici sono nell’infanzia
Gli psicologi ritengono che le cause delle depressioni risiedano nell’infanzia della persona che ne soffre. Oggi la Medicina Esogetica riesce a dimostrare questo relativamente bene con la Diagnosi Energetica dei Punti Terminali. A differenza dell’idea diffusa, la Medicina Esogetica dà per scontato che nelle depressioni, così come in tutte le malattie, sia coinvolta l’unità spirito-anima-corpo, nella stessa misura. Nello spirito, nell’animo dell’uomo, nel programma individuale sono programmati processi d’apprendimento che non si riesce ad estinguere oppure che non scorrono “verso l’alto” per essere “ascoltati”. La struttura psico-animica è stata sottoposta a forti blocchi già nel periodo prenatale, alla nascita oppure nei passaggi importanti dell’infanzia, cioè attorno ai tre, sei, nove o dodici anni. In questi anni, infatti, hanno una straordinaria importanza la vicinanza dei genitori e l’amore da loro ricevuto e il sentirsi protetti. Spesso i bambini vengono educati al perfezionismo dai genitori che così li bloccano. Durante l’infanzia le funzioni speculari dei genitori esprimono invidia, gelosia, ma anche aggressività (desiderio di vendetta, vendicarsi, con l’ambiente più prossimo, per un’infanzia spesso infelice).

Il corpo quale terzo strumento dell’ unità spieirto-anima-corpo è colui che veicola la sofferenza. La perdita, dall’interno verso l’esterno, della sincronizzazione di questa unità nella maggior parte dei casi disturba o distrugge la comunicazione delle cellule, degli organi e dei tessuti.

Alle persone che soffrono di depressione la Medicina Esogetica offre un sostegno in svariate modalità. I terapisti esogetici hanno un’impostazione olista. Seminari che trattano il complesso di questi temi offrono informazioni a chi è colpito dalla depressione.

Nel nostro elenco di terapisti può trovare quelli che lavorano nelle Sue vicinanze.
E nel nostro calendario può vedere tutti i seminari attuali.

Segni per il burnout

I segni della sindrome burnout sono molteplici e la loro conoscenza permette una diagnosi precoce ed un cambio di direzione con i metodi della medicina classica e di quella complementare.

“Burnout” è un termine moderno per descrivere un tipo di malattia che è sempre esistita. Un tempo l’accentuata catena di sintomi della “sindrome burnout” era chiamata semplicemente “esaurimento nervoso”. Il temine moderno “burnout” venne coniato nel 1974 dallo psicoanalista Herbert Freudenberger.
Oggi è evidente che tutte le categorie professionali e tutte le persone sono a rischio. Dal punto di vista medico è difficile classificare l’ essere esauriti e riassumerne in una diagnosi i molteplici sintomi. Sino ad ora attraverso ricerche e studi scientifici non si è riusciti a definire in modo chiaro questa malattia.

Burnout: sintomi e cause
Quando le persone per molti mesi o persino anni lamentano stanchezza cronica o mancanza di energia, gli esami della medicina classica non ne trovano le cause. Anche se successivamente vi si aggiungono disturbi fisici, come fitte al cuore, cefalea, senso di vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria o anche problemi sessuali, non si riesce a trovarne le cause a livello fisico. Per questa ragione la sindrome bornout è classificata e catalogata come malattia di tipo psichico.

La problematica è comunque complessa se si pensa che non può esserci alcuna malattia manifesta a livello fisico nella quale non sia coinvolta la cosiddetta psiche (meglio sarebbe dire: anima). La conoscenza del fatto che nulla cade dal cielo e tutto ciò che esiste evolve, rafforza la tesi che tutto deve svilupparsi dal sottile al pesante.

Se la traduzione di burnout è “essere completamente bruciati”, significa che prima dev’esserci stato un impressionante incendio. Un simile “incendio”, però, genera sempre e in tutti i casi stress. A questo riguardo la maggior parte degli autori sono concordi sul fatto che uno “stress” duraturo è il primo passo che conduce alla sindrome burnout.

Ma quale è lo stress che con il passare del tempo spegne il fuoco? Lo stress in se è senza dubbio salutare quando alla tensione seguono le fasi di rilassamento. Se noi esseri umani vivessimo in questa dinamica, è molto probabile che ci ammaleremo meno.

Segni del burnout: così si sviluppa la sindrome burnout
Osserviamo innanzitutto la sindrome burnout così come viene descritta oggi da psicologi e terapisti che la trattano.

Nella fase iniziale la maggior parte delle persone che ne sono colpite manifestano un accentuato impegno per ambiziosi scopi, ad esempio in ambito professionale. Essi fanno di tutto per essere per così dire indispensabili e facendo ciò rinnegano i loro personali bisogni primari. Anzi, per diventare o essere sempre migliori, la smania di avere continuamente di più ha sempre più il sopravvento sulla loro vita privata e quindi sulle necessarie fasi di rilassamento.

Queste persone sono condizionate dalla sensazione di non avere mai tempo. Programmano il giorno successivo nei dettagli già la sera precedente e portano con sé questo pensiero durante la notte. La conseguenza è che non riescono più a dormire in modo ritmico e pertanto al mattino si sentono stanche ed esauste. Ciò che hanno progettato il giorno prima per la loro giornata lavorativa deve comunque essere svolto e quindi la “fiamma brucia” tanto quanto riesce ancora a farlo. Il dispendio di energia diviene comunque sempre maggiore tanto che nella seconda fase dell’evoluzione segue la necessaria riduzione dell’impiego lavorativo e la fiamma del livello energetico si indebolisce. In questa fase le persone perdono già una gran parte dei loro sentimenti positivi verso i colleghi, gli impiegati, i clienti etc. Ed ora prende spazio il pensiero di non essere riconosciuti a sufficienza o persino di essere sfruttati. La ruota della rovina gira sempre più velocemente.

Alla paura dell’esistenza che sentono ora, come il timore di perdere il posto di lavoro, si aggiungono anche conflitti con il partner o in famiglia. Con il passare del tempo ulteriori evoluzioni del disturbo sono la diminuzione dell’autostima, sensi di colpa e la sensazione di non poter cambiare nulla e di essere indifesi.

Prima che la fiamma si smorzi si nota un ultima sfiammata che può manifestarsi come impazienza, aggressività, diffidenza, irritabilità, l’essere lunatici. La memoria e la concentrazione si indeboliscono e ora si sviluppa l’incapacità di prendere decisioni.

Successivamente si presentano altri segni di burnout: il sistema difensivo del corpo si indebolisce. Come già detto precedentemente, le persone lamentano un gran numero di disturbi dei quali gli esami medici non riscontrano alcuna causa. Il termine “disturbi psicosomatici” è quello che per lo più caratterizza i referti medici di queste persone. Questi sintomi si manifestano sempre più frequentemente e in modo più intenso, spesso nonostante il variegato trattamento farmacologico al quale le persone si sottopongono per i molteplici disturbi.

Nel passo successivo si arriva – come meglio espresso da Herbert Pruida – all’ “infarto dell’anima”. Ora le persone sono giunte a destinazione, il fuoco è spento, tutto diventa scuro e molto spesso cadono in una profonda depressione.
Sebbene i molteplici complessi di disturbi e l’evoluzione della sindrome burnout siano per lo più simili in tutte le persone, nella Medicina Esogetica si ritiene che la causa sia da osservare in modo individuale. Si parla dell’”essere completamente bruciati”, dell’”infarto dell’anima” e del fatto che la “psiche inconscia” cambia.

La Medicina Esogetica offre un sostegno di vario tipo alle persone che soffrono della sindrome burnout. I terapisti della Medicina Esogetica seguono un’impostazione olista. Seminari riguardanti il complesso di questi temi, offrono informazioni anche alle persone colpite dalla sindrome.

Nel nostro elenco dei terapisti può trovare quelli della sua zona e nel nostro calendario può vedere i seminari attuali.